Vittime di abusi e violenze
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Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l’ odio con l’ amore, la menzogna con la verità, la violenza con l’ abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell’ educazione di un bambino
GANDHI
La violenza sulle donne e sui bambini non ha tempo né confini, è endemica e non risparmia nessuna nazione o paese, industrializzato o in via di sviluppo che sia. Non conosce nemmeno differenze socio-culturali, vittime ed aggressori appartengono a tutte le classi sociali, perché al di là di quello che tutti i giorni viene mostrato dai media il rischio maggiore sono i familiari, mariti e padri, seguiti dagli amici, vicini di casa, conoscenti stretti e colleghi di lavoro. Secondo l’Oms una donna su cinque ha subito, nella sua vita, abusi fisici o sessuali da parte di un uomo.
La violenza sulle donne è una delle forme di violazione dei diritti umani più diffusa ed occulta nel mondo”. Milioni di donne in tutto il mondo sono terrorizzate da violenze domestiche, schiavizzate in matrimoni forzati, violentate come trofei di guerra o torturate in stato di detenzione.
Si tende, molto spesso, a circoscrivere questo fenomeno a realtà a noi lontane: vengono in mente, ad esempio, la lapidazione delle adultere in Nigeria, lo stupro come arma di guerra in Sudan e lo sfiguramento con l’acido in Bangladesh e in Pakistan.
In realtà anche in Europa sono frequenti i casi di violenze subite dalle donne tra le mura della propria abitazione: nei quindici Paesi dell’Unione europea (prima dell’allargamento a 25), ogni anno quasi 600 donne hanno perso la vita in seguito a violenze avvenute in famiglia. In Italia, secondo il rapporto Istat 1999 sulla sicurezza dei cittadini, sono 714.000 (4%) le donne tra i 14 e i 59 anni che hanno dichiarato di aver subito uno stupro o un tentato stupro nel corso della vita. Il 21,2% del totale è avvenuto in famiglia. Su 223 omicidi avvenuti in famiglia, in 141 casi (63,2%) la vittima è stata una donna.
Secondo i dati dell'OMS nel 2002 i bambini morti per omicidio in tutto il mondo sono stati quasi 53000. Sempre nel 2002 una percentuale tra il 20 ed il 65% dei bambini in età scolare,nei paesi in via di sviluppo,ha dichiarato di essere stato vittima di atti di bullismo verbale o fisico nei 30 giorni precedenti l’intervista.
Secondo l'OMS sono 150 milioni le ragazze e 73milioni i ragazzi minori di 18 anni che nel corso del 2002 sono stati costretti ad avere rapporti sessuali o hanno subito altre forme di violenza sessuale.
La violenza subita porta spesso a conseguenze permanenti, fisiche e psichiche con sviluppo di comportamenti violenti o stati di ansia da cui derivano difficoltà nella vita adulta, sia nell'ambito del lavoro,che dei rapporti interumani, con ripercussioni anche economiche sulla società.
E' nell'ambito della famiglia che si consuma il maggior numero di violenze sui minori. I danni subiti normalmente non portano a conseguenze fisiche permanenti od evidenti,salvo a volte e soprattutto in bambini più piccoli. La”sindrome del bambino scosso”è associata di frequente alla presenza di ferite alla testa o a gravi danni alla materia cerebrale. Spesso la violenza in famiglia assume l'aspetto di"atto educativo". La violenza fisica è frequentemente accompagnata da violenza psicologica. Insulti, calunnie ed isolamento, emarginazione, minacce, indifferenza emotiva ed umiliazione sono tutte forme di violenza, che portano grave danno allo sviluppo e al benessere del bambino, soprattutto quando provengono da un adulto considerato con rispetto,come un genitore.
E' stato stimato che ogni anno in tutto il mondo un numero di bambini compreso tra 133 e 275 milioni assiste a episodi di violenza domestica, nei quali facilmente i bambini stessi vengono coinvolti,
La scuola od altre strutture educative sono spesso sede di violenza sui bambini. La struttura scolastica occupa sicuramente un posto importante nell'infanzia, seconda solo alla famiglia.
Gli adulti, che operano in questa struttura hanno quindi il dovere di garantire un ambiente sicuro in grado di supportare e promuovere la dignità e lo sviluppo dei bambini. Invece per molti bambini le strutture scolastiche rappresentano un luogo pericoloso dove vengono a contatto con la violenza e ne apprendono l’uso.
Frequenti sono le violenze sul luogo di lavoro. Il lavoro più diffuso tra le ragazze minori di 16 anni è il lavoro domestico, che spesso diventa una vera e propria schiavitù. I bambini impegnati in questo tipo di attività dichiarano di essere umiliati in continuazione, generalmente dalle “padrone”, mentre gli uomini di casa spesso usano violenza sulle ragazze.
1 milione di bambini ogni anno nel mondo viene coinvolto in attività legate alla prostituzione e alla pedo-pornografia;lo sviluppo del turismo ha prodotto anche il turismo sessuale di cui i bambini sono spesso vittime.
“Il traffico di esseri umani,in particolare di bambini,costituisce una delle maggiori preoccupazioni della comunità internazionale”.



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