Tossico-farmacodipendenza
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XIV DALAI LAMA
La tossicodipendenza, è la condizione di chi avverte la necessità irrefrenabile e frequente di assumere una sostanza (in genere una droga) malgrado il danno fisico, psicologico, affettivo, emotivo o sociale che tale assunzione possa comportargli come conseguenza. È una sindrome generata dall'uso di sostanze stupefacenti e psicotrope, molte delle quali letali, che colpisce tutte le categorie sociali nella maggioranza dei paesi del mondo, anche se interessa maggiormente le fasce giovanili.
La tossicodipendenza è anche un problema sociale,ma non solo, per le conseguenze indirette sull'ordine pubblico e sulla spesa pubblica e in quanto tale è oggetto di interventi generici e specifici dello Stato.
Molte sostanze causano dipendenza, fra le più diffuse vi sono la cocaina, l'eroina, il tabacco e l'alcol, sebbene l'elenco sia molto lungo.
Si indica con il termine di "droga" una classe di sostanze chimiche naturali (estratte da alcuni vegetali) o sintetiche (create in laboratorio) che producono effetti sul S.N.C.
Quali sono i pericoli della droga? Innanzitutto per i suoi danni che causa al sistema nervoso; l’uso continuato può causare la dipendenza sia fisica che psichica e l’ assuefazione.
Per dipendenza si intende una condizione patologica per cui la persona perde ogni possibilità di controllo sull'abitudine,questa può essere psichica nei casi in cui la persona accusa nervosismi e irrequietezza a causa della mancata assunzione della sostanza della quale è dipendente ,si parla invece di dipendenza fisica quando è tutto l'organismo a vivere in schiavitù nei confronti della droga, creando gravi disturbi che prendono il nome di sindrome di astinenza: dolori in tutto il corpo, nausea, vomito, collasso cardio-circolatorio, angoscia e confusione mentale.
L’assuefazione è invece è uno stato di acquisita insensibilità, da parte dell'organismo umano verso un determinato farmaco (o droga), in seguito ad una prolungata assimilazione, motivo per cui per avere gli stessi effetti si è costretti ad aumentare le dosi di assunzione.
Le droghe o stupefacenti si suddividono comunemente in narcotici, stimolanti,allucinogeni (psicodislettici).
L'Oppio è una sostanza narcotica prodotta dalla resina essiccata della capsula immatura del papavero da oppio. Dalla sua lavorazione si ottiene la morfina e non solo. L'oppio provoca una forte sensazione di piacere ed euforia,distensione e distacco dalla realtà, ma anche: apatia,depressione,smarrimento, dipendenza e sindromi da astinenza molto violente ed estremamente difficili da superare.
I suoi derivati sono : la codeina, la papaverina, la morfina(usata per i pazienti gravi e terminali come terapia contro il dolore), della quale si deriva a sua volta l’eroina, potente droga che può, specie se tagliata male, portare alla morte per overdose,è causa di effetti devastanti quali: diminuzione dell’attenzione (snc) euforia, falsa sicurezza, depressione, nausea, vomito e difficoltà respiratorie.
Della canapa Indiana, come sostanza psicoattiva, ne viene usata solo alcune parti , prevalentemente i fiori femminili (marijuana) e la loro resina (hashish) fumate inalati o ingerite.
Allucinogena è la proprietà di alcune sostanze (naturale o di sintesi) che, agendo sui recettori del SNC, provoca delle alterazioni nelle percezioni e nei processi del pensiero, di durata ed intensità variabile a seconda della sostanza, fino a raggiungere delle vere e proprie allucinazioni"isolate" dal contesto ambientale, Si tratta, spesso, di sostanze alcaloidi che agiscono sul rilascio di diversi neurotrasmettitori, e possono avere dei livelli di tossicità più o meno gravi per per chi l’ assume.Hanno come sostanza principale L.S.D. Essa si estrae dalla segale cornuta, un fungo parassita che si trova in vari cereali ,gli effetti possono essere : percezioni visive, alterata percezione dei confini corporei, alterate reazioni affettive.
FARMACODIPENDENZA
Si definisce farmacodipendenza la necessità, psicologica o farmacologica, di continuare ad assumere un farmaco (o una sostanza) al fine di prevenire fenomeni, psichici o fisici, di disagio clinicamente significativi. Per definire una reale farmacodipendenza occorre che ricorrano svariate condizioni, fra cui la comparsa di tolleranza e di astinenza .Per tolleranza si intende la necessità di dosi costantemente più elevate, al fine di ottenere l’effetto desiderato, a seguito del diminuito effetto clinico (per motivi farmacologici) della precedentemente dose efficace. Per astinenza si intende una sindrome, con caratteristiche sintomatologiche differenti a seconda del farmaco o della sostanza di abuso coinvolti, per cui lo stesso farmaco o sostanza vengono assunti per attenuare o evitare tali sintomi.Ulteriori elementi clinici collegati alla farmacodipendenza sono rappresentati, soprattutto nella dipendenza da sostanze di abuso, da un insieme di tentativi infruttuosi per ridurre o interrompere l’uso del farmaco; da una notevole quantità di tempo spesa nella ricerca del farmaco stesso; dalla conseguente riduzione o interruzione di attività sociali, lavorative, di studio, ricreative, ecc.; dal protrarsi dell’uso del farmaco, nonostante l’individuo sia conscio del problema correlato all’utilizzo incongruo del farmaco stesso.



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