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Disturbi psichici

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Che gli uccelli dell’ ansia e della preoccupazione volino sulla vostra testa, non potete impedirlo; ma potete evitare che vi costruiscano il nido
PROVERBIO CINESE



Disturbi d'ansia
Tutti gli uomini provano paura e ansia. La paura è una risposta emozionale, fisiologica e comportamentale alla percezione di una minaccia esterna (p. es., un intruso, un'automobile che sfugge al controllo). L'ansia è uno stato emotivo spiacevole; le sue cause sono meno chiare. L'ansia è spesso accompagnata da alterazioni fisiologiche e da comportamenti simili a quelli causati dalla paura.
L'ansia adattativa aiuta le persone a prepararsi, allenarsi e provare, così da migliorare il proprio funzionamento aiutandole ad essere adeguatamente prudenti in situazioni potenzialmente pericolose. L'ansia disadattativa causa sofferenza e disfunzionalità. I disturbi d'ansia sono più comuni di ogni altro tipo di disturbo psichiatrico. Tuttavia, spesso non vengono riconosciuti e di conseguenza non vengono curati.

Disturbo da attacchi di panico
Gli attacchi di panico sono frequenti, dato che colpiscono ogni anno più di un terzo della popolazione. La maggior parte della persone guarisce senza terapia; una minoranza sviluppa un disturbo da attacchi di panico. Questo disturbo è raro, poiché colpisce meno dell'1% della popolazione secondo stime di prevalenza a 6 mesi. Di solito esordisce nella tarda adolescenza o nella prima età adulta e ha un'incidenza da due a tre volte maggiore nelle donne rispetto agli uomini.
L'attacco di panico comporta l'insorgenza improvvisa di alcuni di questi sintomi: dolore o fastidio al petto, sensazione di soffocamento, sensazioni di sbandamento (o di instabilità, di sveni mento ), paura di morire, paura di impazzire o di perdere il controllo, sensazioni di distacco dall’ambiente , vampate o brividi, nausea o disturbi addominali, sensazioni di torpore o di formicolio, palpitazioni o tachicardia, respiro corto o sensazione di asfissia, sudorazione, tremori fini o a grandi scosse
I sintomi raggiungono il culmine in 10 minuti e di solito scompaiono nell'arco di alcuni minuti, lasciando scarsi elementi all'osservazione del medico, tranne la paura del soggetto di avere un altro terrificante attacco di panico. Sebbene spiacevoli, gli attacchi di panico non sono pericolosi.

DISTURBI FOBICI
La fobia è una paura marcata e persistente caratterizzata da
paura sproporzionata rispetto al reale pericolo dell’ oggetto o della situazione scatenate
- non può essere controllata
- supera la capacità di controllo volontario
- produce l’ evitamento
I soggetti con una fobia evitano le situazioni o gli stimoli che ne scatenano l’ insorgenza, oppure li sopportano solo con grande disagio. Tuttavia conservano l'autoconsapevolezza e riconoscono il carattere eccessivo della propria ansia.

AGORAFOBIA
L'agorafobia è più frequente del disturbo da attacchi di panico. Il picco di esordio è intorno ai primi 20 anni; la comparsa dopo i 40 anni è rara.
L'agorafobia ( paura degli spazi aperti ) comporta un'ansia anticipatoria verso le situazioni in cui una persona può essere intrappolata senza una via d'uscita in caso di insorgenza dell'ansia, e il desiderio di evitare tali situazioni. Per le persone con agorafobia, quindi, risulta difficile fare la fila in banca o alle casse dei supermercati, sedere in mezzo a una lunga fila di posti a teatro o a scuola e usare i trasporti pubblici . Alcuni soggetti sviluppano l'agorafobia in seguito a un attacco di panico verificatosi in una tipica situazione agorafobica. Altri si sentono semplicemente a disagio in tale situazione, nella quale possono non manifestare mai attacchi di panico, o averli solo successivamente.

- FOBIE SPECIFICHE
Si tratta di manifestazioni di ansia indotta dall'esposizione a una situazione o un oggetto specifici, che spesso causa evitamento.
Alcune fobie specifiche causano inconvenienti lievi (p. es., la paura dei serpenti in una persona che abita in città, fino a che non viene invitata a un'escursione in un'area dove vivono serpenti). Tuttavia, alcune fobie interferiscono gravemente con il funzionamento (p. es., la paura dei luoghi chiusi come gli ascensori, in un soggetto che deve lavorare al piano più alto di un grattacielo).
Alcune fobie specifiche (p. es., degli animali, del buio, o degli estranei) insorgono nell'infanzia e molte scompaiono successivamente senza trattamento. Altre (p. es., la fobia dei temporali, dell'acqua, dell'altezza, del volo, o dei posti chiusi) si manifestano tipicamente in età successiva. La fobia del sangue, delle iniezioni o delle ferite si manifesta in grado variabile in almeno il 5% della popolazione. I soggetti con questa fobia, a differenza di quelli con altre fobie o disturbi d'ansia, possono svenire davvero, perché un riflesso vasovagale eccessivo produce bradicardia e ipotensione ortostatica.

- FOBIA SOCIALE

Si tratta di uno stato d’ ansia indotta dall'esposizione ad alcune situazioni sociali o prestazionali, che spesso causa evitamento.
L'uomo è un animale sociale e la sua capacità di relazionarsi adeguatamente nelle situazioni sociali influenza molti aspetti importanti della sua vita, come la famiglia, la scuola, il lavoro, il tempo libero, gli incontri amorosi e la scelta di coppia.
Un certo grado di ansia nelle situazioni sociali è normale, ma i soggetti con fobia sociale sono così ansiosi che evitano le situazioni sociali in cui la fobia si manifesta, oppure le sopportano con grande disagio. Quasi sempre sono consapevoli della propria ansia rispetto all'imbarazzo o all'umiliazione, evidenti nel momento in cui l'interazione o la prestazione sociale non soddisfi le loro aspettative.
Alcune fobie sociali sono specifiche, e causano ansia solo quando la persona deve svolgere un'attività in pubblico. La stessa attività, se svolta da soli, non produce ansia. Le situazioni in cui la fobia sociale è comune comprendono: parlare in pubblico, recitare in una rappresentazione teatrale, suonare uno strumento musicale. Anche mangiare in compagnia, firmare come testimoni o usare i bagni pubblici possono essere considerate come prestazioni pubbliche. I soggetti con fobia sociale hanno paura che la propria prestazione sembri eccessiva o inadeguata. Spesso tale preoccupazione coincide con la paura che l'ansia diventi visibile sotto forma di sudorazione, rossore, vomito o tremori (a volte sotto forma di voce tremula), oppure che si possa perdere il filo dei propri pensieri o non essere in grado di trovare le giuste parole per esprimersi. Il tipo più generalizzato di fobia sociale produce ansia in molte situazioni sociali.
Alcune persone sono timide per natura e la loro timidezza infantile diviene più tardi fobia sociale. Altri sperimentano per la prima volta un'ansia sociale significativa intorno al periodo della pubertà. Una volta manifestatasi, la fobia sociale senza trattamento spesso si cronicizza e molte persone evitano del tutto le attività sociali desiderate.

Disturbo ossessivo-compulsivo
Il Disturbo Ossessivo–Compulsivo si caratterizza per la presenza di ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni consistono in idee, pensieri, immagini o impulsi persistenti che generano ansia e disagio; il soggetto tenta di ignorarle o sopprimerle, ma invano.

Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi (ad esempio toccare un oggetto, lavarsi le mani etc.) o atti mentali (ad esempio pregare, contare etc.) che il paziente sente di dover compiere in risposta ad una ossessione; nonostante l'esecuzione del rituale riduca i livelli d'ansia, tuttavia egli non prova alcun piacere nell'eseguirlo in quanto il rituale stesso è vissuto come un atto di coercizione.

Affinché si possa formulare la diagnosi di Disturbo Ossessivo- Compulsivo è necessario che tale fenomenologia interferisca significativamente con il normale funzionamento familiare, sociale lavorativo e del soggetto affetto.

Tipicamente, i soggetti con disturbo ossessivo-compulsivo si sentono spinti a eseguire comportamenti intenzionali ripetitivi e afinalistici, chiamati rituali, per controbilanciare le proprie ossessioni: i lavaggi controbilanciano la contaminazione; i controlli, il dubbio; l'accumulo, la perdita. Essi possono evitare le persone contro cui temono di potersi comportare in maniera aggressiva. Possono sviluppare ossessioni per qualsiasi cosa e i rituali possono non essere connessi in modo logico al disagio ossessivo che alleviano. Per esempio, il disagio può svanire spontaneamente quando una persona che ha preoccupazioni di contaminazione si mette le mani in tasca. Successivamente, egli metterà ripetutamente le mani in tasca ogni volta che insorgono ossessioni di contaminazione. La maggior parte dei rituali, come il lavaggio delle mani o il controllo delle serrature, è osservabile, ma alcuni, come i conteggi ripetuti o le frasi bisbigliate dirette a ridurre il pericolo, non lo sono.
La maggior parte dei soggetti con disturbo ossessivo-compulsivo è consapevole che le proprie ossessioni non riflettono rischi reali, e che i comportamenti reali e immaginari che mette in atto per alleviare le proprie preoccupazioni sono irrealistici ed eccessivi sino alla bizzarria. La conservazione della consapevolezza, sebbene a volte scarsa, differenzia il disturbo ossessivo-compulsivo dai disturbi psicotici, in cui il contatto con la realtà viene perso.
Poiché le persone con questo disturbo provano imbarazzo, spesso nascondono le proprie ossessioni e rituali, sui quali possono trascorrere numerose ore al giorno. La depressione è una caratteristica secondaria frequente.

Disturbo d'ansia generalizzata
L'ansia e la preoccupazione sono così marcate da divenire difficilmente controllabili. La gravità, la frequenza o la durata della preoccupazione sono molto esagerate rispetto a quanto richiederebbe la situazione se si verificasse. Le preoccupazioni più comuni comprendono le responsabilità lavorative, il denaro, la salute, la sicurezza, le riparazioni della macchina e le faccende domestiche. Un soggetto con questo disturbo deve inoltre avere tre o più dei sintomi seguenti: irrequietezza, faticabilità insolita, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare e disturbi del sonno. Il decorso è di solito fluttuante e cronico, con peggioramenti sotto stress.

Disturbi dissociativi
Perdita dell'integrazione normale dei propri ricordi, percezioni, identità o coscienza.
Chiunque può sperimentare occasionalmente la dissociazione, senza che questa abbia effetti dirompenti. Per esempio, una persona può guidare per un certo tragitto e poi accorgersi di non ricordarne molti particolari, perché era assorto in preoccupazioni personali, nell'ascolto di un programma radiofonico, o era intento nella conversazione con un passeggero. La percezione del dolore può dissociarsi sotto ipnosi. Tuttavia, altre forme di dissociazione destrutturano il senso di sé e la ricostruzione degli eventi di vita. I disturbi dissociativi di solito sono associati a uno stress insopportabile, che può essere causato da eventi di vita traumatici, da incidenti o da disastri vissuti in prima persona o di cui si è stati testimoni, oppure da un conflitto interiore intollerabile che costringe la mente a separarsi da informazioni e sentimenti incompatibili o inaccettabili.

Disturbi dell'umore
Gruppo di malattie eterogenee, tipicamente ricorrenti, che comprende
I disturbi monopolari (depressi): L'umore è tipicamente depresso, irritabile e/o ansioso. Il paziente può apparire infelice, con la fronte corrugata, gli angoli della bocca rivolti in giù, la postura curva, il contatto visivo scarso e l'eloquio monosillabico (o assente). L'umore può essere accompagnato da rimuginazioni di colpa, idee di autodeprezzamento, diminuzione della capacità di concentrazione, indecisione, diminuzione dell'interesse per le attività abituali, senso di impotenza e disperazione e idee ricorrenti di morte e di suicidio. I disturbi del sonno sono frequenti. In alcuni casi, il disturbo dell'umore è così profondo da non consentire il pianto; il paziente lamenta l'incapacità di provare le normali emozioni (come il dolore, la gioia e il piacere) e la sensazione che il mondo sia diventato senza colore, senza vitalità, come morto. In questi pazienti, il ritorno della capacità di piangere è di solito un segno di miglioramento.
e quelli bipolari (maniaco-depressivi), caratterizzati da alterazioni pervasive dell'umore, disfunzioni psicomotorie e sintomi vegetativi.Tra un episodio e l'altro, i pazienti con disturbo maniaco-depressivo presentano un umore a colorito depressivo e, a tratti, grande attività ed energia; la compromissione del funzionamento evolutivo e sociale è più comune che nel disturbo depressivo. Nel disturbo bipolare, gli episodi sono più brevi (da 3 a 6 mesi), l'età d'esordio è più precoce, l'esordio degli episodi più acuto e i cicli (il periodo di tempo tra l'esordio di un episodio e quello del successivo) sono più brevi che nel disturbo monopolare. La ciclicità è particolarmente accentuata nelle forme a cicli rapidi del disturbo bipolare (di solito definite tali quando si manifestano  4 episodi per anno).