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Dislessia diagnosticata a troppi bambini

Ormai lo sarebbe il 23 per cento, ma, secondo una ricerca italiana, la quota reale non supererebbe il 4 per cento

Secondo Federico Bianchi di Castelbianco direttore dell’Istituto Italiano di Ortofonologia, troppi bambini in Italia sarebbero considerati dislessici, ma in realtà avrebbero solo disturbi comuni. Un bambino su cinque presenta disturbi di apprendimento ma questo non vuol dire che sia dislessico, eppure viene ritenuto tale ed inserito in un percorso di recupero specifico che rischia di causargli danni notevoli, avendo in realtà solo disturbi comuni. Secondo i risultati di uno studio condotto nella capitale, si dimostra come nelle scuole materne ed elementari di Roma circa il 23 per cento dei bambini venga indicato a rischio di Disturbi specifici di apprendimento (Dsa), cioè con significative difficoltà nella lettura, scrittura e nel ragionamento matematico. In realtà, in questa percentuale elevata sarebbero inseriti anche bambini con difficoltà di tipo minore, definibili come secondarie o a basso rendimento scolastico, e non come Dsa. Se si “rifanno i conti” con valutazione particolarmente attente, infatti, la percentuale dei bambini a rischio cala intorno al 4 per cento. Secondo Bianchi di Castelbianco, segnalare come dislessici bambini che in realtà non lo sono comporta due gravi rischi: sono dirottati su percorsi alternativi come portatori di una disabilità che non hanno, con oneri economici non sostenibili e totalmente inutili, mentre il loro problema non solo non verrà affrontato ma lascerà un vuoto di conoscenze che si ripercuoterà pesantemente sul loro curriculum scolastico.

www.corriere.it/salute/disabilita/11_dicembre_16/dislessia-troppe-diagnosi_79ca21ae-27d2-11e1-a7fa-64ae577a90ab.shtml